La nascita ed i primi anni

Il 15 marzo 1908 viene fondato lo Sporting Club Lecce, che inizialmente comprende sezioni di calcio, atletica leggera e ciclismo. Il primo presidente è Francesco Marangi. Le prime maglie sono rossonere. Nei primi anni di vita la squadra svolge attività di carattere prevalentemente regionale. Nel 1923/24 l’attività viene sospesa una prima volta. Il 16 settembre 1927 nasce l’Unione Sportiva Lecce dalla fusione della Juventus e del Gladiator e le maglie sono ancora bianconere. Il primo presidente è Luigi Lopez y Rojo. In quella stagione, 1927/28, il Lecce viene ammesso nuovamente al campionato di Prima Divisione per la ristrutturazione dei tornei e la maglia assume gli odierni colori giallo-rossi. E’ un periodo positivo: i pugliesi l’anno successivo ottengono addirittura la promozione in serie B. 

 

Inizia il girone unico: il Lecce in serie B

Il 1929/30 è l’anno che sancisce la riorganizzazione dei campionati di serie A e B, portandoli a girone unico, ed il Lecce partecipa per la prima volta nella sua storia al torneo cadetto. La prima partita in serie B è incoraggiante: il 6 ottobre 1929 il Lecce vince a Novara per 2-1. Il primo anno di B è abbastanza positivo, con il raggiungimento del tredicesimo posto in classifica e di una tranquilla salvezza. Seguono altri due campionati di serie B, che il Lecce conclude rispettivamente al quattordicesimo e al diciassettesimo posto, prima della sospensione dell’attività, per la seconda volta, avvenuta dopo la conclusione della stagione 1931/32. In questi anni alcune squadre locali prendono parte ai campionati minori.

 

La ripresa dell’attività e il periodo pre-bellico

L’attività agonistica rimane sospesa per quattro anni fino alla stagione 1936/37 quando l’U.S. Lecce riparte dal campionato di serie C, ottenendo l’undicesimo posto finale. I due anni seguenti sono da dimenticare: nel primo si ritira dopo quattro giornate del campionato di serie C, mentre nel secondo ottiene il terzo posto, ma viene retrocesso al dodicesimo ed ultimo posto per violazione del regolamento federale. Negli anni seguenti sfiora più volte il ritorno in B (secondo nel 1940/41, terzo nel girone finale del 1942/43) prima di ottenerlo al termine del campionato 1945/46.

 

Ancora tre campionati di B prima del declino

Il ritorno nella serie cadetta è positivo ed al termine della stagione 1946/47 il Lecce si classifica addirittura al quarto posto trascinato dai gol di Pavesi, capo-cannoniere stagionale con 27 reti. L’anno dopo ottiene il terzo posto finale e conseguente ammissione al torneo di serie B dell’anno successivo su girone unico: anche in questo caso è un attaccante a mettersi in luce, Silvestri, autore di 20 gol. Ma la crisi è dietro l’angolo: il campionato 1948/49 vede il Lecce classificarsi ventesimo con la conseguente retrocessione in serie C. Inizia il periodo più buio nella storia della società pugliese che la porta, dopo alcune stagioni concluse con risultati altalenanti, addirittura fino alla quarta serie al termine del campionato 1954/55. Tra le poche note liete di quest’epoca troviamo gli exploit di Anselmo Bislenghi, che con 83 reti segnate è il bomber di sempre nella storia del Lecce.   

 

1957/58: il ritorno in serie C. Gli anni ‘60

Il 1957/58 è l’anno della rinascita. Il Lecce ottiene il sesto posto nel girone C della prima serie Interregionale, categoria in cui vi era finito l’anno prima dopo aver perso dal Marsala lo spareggio, e viene così riammesso in serie C. Per i pugliesi inizia un ciclo che li vede protagonisti in serie C, spesso anche con risultati esaltanti. L’inizio è subito incoraggiante ed il primo anno, 1958/59, si chiude con il sesto posto. Nel 1961/62 sfiora per una prima volta il ritorno in serie B, finendo secondo e perdendo la promozione negli ultimi 180 minuti a beneficio del Foggia. Il resto del decennio trascorre senza grandi sussulti senza mai rischiare né la retrocessione né la promozione. Alla fine di questi anni vengono però gettate le basi per la squadra che all’inizio degli anni ‘70 lotterà sempre per le prime posizioni. 

 

I primi anni ‘70, l’en-plein del 1972/73 e il record di Tarabocchia

Il nuovo decennio, stagione 1970/71, inizia subito con il quarto posto. Ma i risultati migliori devono ancora arrivare. Il 1971/72 vede il Lecce classificarsi al secondo posto, sfiorando così il ritorno in serie B. E’ una sorta di maledizione con i giallorossi che otterranno lo stesso risultato per tre anni consecutivi. Ma nonostante tutto la stagione 1972/73 passerà comunque alla storia. Il Lecce chiude il campionato di serie C vincendo tutte e diciannove le gare interne, dato che ancora oggi è record per i campionati di serie A, B e C-1. Ma non solo. Sempre in questo anno il Lecce trova un nuovo bomber: Ferrari, autore di 26 centri. Ma è tutto inutile, con l’Avellino che vince il campionato con tre punti di vantaggio. Nel 1973/74 il Lecce perde la promozione a favore del Pescara per una clamorosa gaffe che vede i pugliesi non giocare la partita di Marsala (non c’era l’arbitro designato, ma ne era ugualmente stato chiamato un altro), che gli viene quindi data persa a tavolino, con l’aggiunta di un punto di penalizzazione. Nella stessa stagione i salentini perdono a Lucca la finale di coppa Italia di serie C: 0-1 contro il Monza. Nel 1974/75 un altro primato: la porta difesa da Emmerich Tarabocchia rimane inviolata per 1791 minuti. E’ ancora oggi il record italiano nelle prime tre categorie del campionato.

 

La storica stagione 1975/76 ed il ciclo in serie B

Mentre il 1972/73 è passato alla storia come l’anno dei record, il 1975/76 è sicuramente ricordato come l’anno dei trionfi. In quest’anno infatti il Lecce vince il campionato di serie C, con la conseguente promozione in serie B, chiudendo l’anno senza subire sconfitte in casa. Ma è solo uno dei trionfi ottenuti. A Lecce arriva infatti anche la coppa Italia di serie C: in finale i giallorossi superano 1-0 il Monza, con rete di Loddi. E nell’ottobre 1976 i giallorossi si aggiudicano anche la coppa Italo-inglese semiprofessionisti, battendo 4-0 lo Scarborough, dopo aver perso 1-0 la gara di andata. I primi campionati di serie B trascorrono nella più totale tranquillità, con piazzamenti di media-alta classifica. Nel frattempo la società è nuovamente passata di mano con l’arrivo di Franco Jurlano alla presidenza. Nel marzo 1980 il Lecce ed un suo tesserato, Claudio Merlo, sono coinvolti nel grande scandalo del toto-scommesse. Se però per il calciatore arriva la squalifica, la società riesce a provare la sua estraneità ai fatti. Dopo una leggera flessione a cavallo tra gli anni ‘70 e ’80, che ha visto il Lecce occupare sempre posizioni di bassa classifica, il 1983/84, con il quarto posto finale, rappresenta il trampolino di lancio per l’anno successivo. Sempre in questo periodo l’ambiente del Lecce è funestato da una duplice tragedia. Il 2 dicembre 1983 in un incidente stradale perdono la vita Michele Lo Russo e Ciro Pezzella. Lo Russo con 418 presenze è ancora oggi il fedelissimo del club pugliese. 

 

La prima promozione in serie A ed il torneo 1985/86

Il 1984/85 vede il Lecce raggiungere la serie A per la prima volta nella sua storia. Chiude il campionato cadetto al primo posto appaiato a 50 punti col Pisa. La partita decisiva si giocò a Monza il 16 giugno 1985 ed i giallorossi, allora allenati da Fascetti, pareggiarono 1-1. In quella squadra giocavano, fra gli altri, i fratelli Di Chiara (Stefano e Alberto - autore del gol promozione -), Miceli, Vanoli e Paciocco. Anche in questo caso il Lecce chiude la propria stagione senza subire sconfitte in casa. Viene edificato a tempo di record il nuovo stadio, denominato “Via del Mare”, inaugurato con la gara Lecce-Torino 0-0 del 22 settembre 1985. Tre giorni dopo Lecce ospita per la prima volta una gara della nazionale italiana maggiore: Italia-Norvegia 1-2. Ma il grande sogno dura un solo anno. Il gap con le formazioni di massima serie è troppo evidente ed il Lecce, al termine della sua prima stagione in serie A, torna così in B chiudendo la stagione 1985/86 all’ultimo posto, con appena 16 punti. Tutto questo nonostante gli acquisti del presidente Jurlano e del direttore sportivo Cataldo, i nazionali argentini Barbas e Pasculli, oltre all’ex nazionale azzurro Causio. Di quella infelice stagione resta però memorabile la vittoria ottenuta alla penultima giornata in casa della Roma, un 3-2 che fece perdere lo scudetto ai giallorossi della capitale. 

 

1986-1993: l’ascensore tra serie A e serie B

Il Lecce fa così il suo ritorno in serie B, ma senza perdersi d’animo. Nel 1986/87 infatti sfiora il ritorno immediato in serie A, ma non centra l’obiettivo solo per poco. La squadra, guidata inizialmente da Santin, sostituito a stagione in corso da Mazzone, chiude il campionato al terzo posto insieme a Cesena e Cremonese. Si gioca un girone a tre di spareggi, che però non decreta la promossa in serie A. Al termine del mini torneo Lecce e Cesena sono ancora appaiati. Bisogna così ricorrere ad un ennesimo confronto, che a San Benedetto del Tronto, in data 8 luglio, vede il Cesena trionfare col risultato di 2-1. La festa è rimandata di soli dodici mesi, con il ritorno nella massima serie al termine della stagione 1987/88: l’aritmetica certezza arriva il 5 giugno 1988, terz’ultima giornata, con la vittoria casalinga sul Catanzaro: 2-0 firmato dalle reti di Pasculli e Vincenzi. Tre anni in serie A, con un nono posto nel 1988/89, e poi è di nuovo retrocessione nel 1990/91. Sono anni che vedono i pugliesi salire e scendere in continuazione di categoria. Così dopo altri due anni passati in serie B, nel 1992/93 arriva la nuova promozione in serie A, un po’ a sorpresa: allenatore di quell’anno è Bruno Bolchi: bisogna attendere l’ultima giornata per avere la certezza matematica: a “Via del Mare” il 13 giugno 1993 i salentini sconfiggono 2-1 la Lucchese e festeggiano. Ma anche questa volta, come nel primo caso, il sogno dura solo dodici mesi, con il ritorno immediato in B. In questa infausta stagione vengono battuti tutta una serie di primati negativi: maggior numero di punti persi sul proprio campo, 26 su 34; minor punteggio in classifica, appena 11 punti; peggior media inglese, -40; massimo numero di sconfitte totali, ben 26.

 

L’arrivo della famiglia Semeraro

Il Lecce chiude la stagione 1994/95 addirittura all’ultimo posto della serie B e così dopo diciannove anni torna in serie C. Unica nota lieta il cambio di proprietà con l’arrivo ai vertici societari del gruppo Semeraro (Banca del Salento) e la presidenza affidata a Mario Moroni. L’anno seguente, classificandosi al primo posto, il Lecce torna immediatamente tra i cadetti. Ma le sorprese continuano ed il Lecce fa così il doppio salto, tornando in serie A dopo un solo anno di B, al termine della stagione 1996/97, ottenendo l’aritmetica certezza della promozione all’ultima giornata, 15 giugno 1997, grazie al successo per 3-0 a Cesena. Allenatore del miracolo è Giampiero Ventura. Ma è una continua altalena. Il Lecce non riesce infatti a trovare stabilità di risultati e al termine del campionato 1997/98 è ancora retrocessione, dopo un anno travagliato che ha visto cambiare allenatore tre volte: prima Prandelli, poi Pereni ed infine Sonetti si alternano sulla panchina giallorossa. Nel campionato 1998/99 l’ennesimo cambio di serie, con il ritorno in A conquistato all’ultima giornata, a Verona contro il Chievo, vincendo 2-1 e grazie ad uno straordinario girone di ritorno. Il Lecce, dopo 7 stagioni consecutive di saliscendi, trova stabilità disputando tre stagioni consecutive in serie A, un record che eguaglia quello già ottenuto alla fine degli anni ‘80: nel 1999/00 il Lecce si salva alla penultima giornata, battendo 2-1 il Torino e condannando i granata; nel 2000/01 con un girone di ritorno disastroso il Lecce è costretto a soffrire fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata e si salva per miglior classifica avulsa nei confronti di Verona e Reggina, battendo all’ultima gara la Lazio per 2-1. Il miracolo non riesce nel 2001/02: esonerato Cavasin all’inizio del girone di ritorno, la cura Delio Rossi non riesce ad essere così efficace da evitare il ritorno tra i cadetti.

 

L’immediata risalita: ricomincia un ciclo in serie A

Dopo un solo anno di purgatorio, il Lecce di Delio Rossi riconquista sul campo la promozione in serie A al termine del campionato cadetto 2002/03. A decidere l’esito positivo del campionato giallorosso è il match-spareggio dell’ultima giornata: il Lecce sconfigge al “Via del Mare” il Palermo per 3-0 e precede i siciliani evitando così un sorpasso in extremis che avrebbe avuto il sapore della beffa. La serie A 2003/04, con la squadra affidata sempre a Delio Rossi, vede i pugliesi chiudere il campionato al decimo posto, raggiungendo quindi una comoda salvezza, grazie comunque ad uno straordinario girone di ritorno che ha visto i giallorossi totalizzare 29 punti e rimontare dal terz’ultimo posto di fine girone d’andata. Di questo anno il record di Chevanton: autore di 19 reti in campionato, non solo si è laureato massimo marcatore stagionale del Lecce targato serie A, ma è divenuto anche il cannoniere storico all-time, con 30 reti, superando il vecchio primato di Pasculli. 

 

La prima stagione di Zeman

Il 2004/05 vede il ritorno in serie A di Zdenek Zeman. La famiglia Semeraro gli affida la guida della propria squadra chiedendo, come sempre, la salvezza. Dopo un avvio di stagione in cui i giallorossi inanellano una serie di risultati molto positiva, il Lecce si spegne un po’ e chiude il girone d’andata al quattordicesimo posto con 22 punti. La salvezza aritmetica arriva solo all’ultima giornata, grazie al pareggio interno per 3-3 contro il Parma, risultato che permette ai pugliesi di festeggiare la permanenza in serie A, mentre condanna gli emiliani allo spareggio-salvezza contro il Bologna. E’ comunque un anno da ricordare: Vucinic eguaglia il primato di Chevanton, segnando 19 reti in un solo campionato, Bojinov viene ceduto nel mercato di gennaio rimpinguando le casse sociali, ma scatenando l’ira dei tifosi, il Lecce fa il record di reti segnate e subite in un singolo campionato di serie A: 66 le marcature realizzate, 73 quelle subite.

 

Arriva la retrocessione in B: torna Zeman

Il dopo-Zeman viene affidato ad un tecnico emergente, Angelo Adamo Gregucci, autore di una buona stagione a Salerno l’anno precedente, in serie B, ma al debutto nel massimo campionato. Il Lecce, però, non decolla e si trova invischiato nei bassifondi della graduatoria da subito. Dopo appena cinque giornate di campionato i salentini hanno un solo punto in classifica, così Gregucci viene esonerato. Al suo posto arriva Silvio Baldini ma l’avvicendamento tecnico non porta i frutti sperati: al termine del girone d’andata il Lecce è ultimo assieme al Treviso con appena 12 punti. Ancora due turni di campionato e anche Baldini viene sostituito: a sedere sulla panchina leccese è quindi la coppia Rizzo-Paleari. Anche il nuovo scossone non determina cambiamenti di rotta decisi, così il finale di stagione del Lecce è una lenta agonia che porta alla retrocessione in serie B, con il penultimo posto finale. Nell’estate 2006, per tentare l’immediata risalita in serie A, la dirigenza salentina decide di riaffidare la squadra a Zdenek Zeman, ma la scelta non si rivela azzecata. Dopo 18 giornate del campionato di serie B, con la squadra quattordicesima in classifica e pericolosamente vicina alla zona retrocessione, Zeman viene sostituito con Giuseppe Papadopulo. Con il tecnico toscano in panchina la squadra leccese ritrova equilibrio e, grazie anche al mercato di riparazione che porta in Puglia giocatori del calibro di Tiribocchi e Zanchetta, i giallorossi concludono la stagione al nono posto.

 

Il ritorno in A: vinti i play-off

Reduce da un ottimo girone di ritorno, il Lecce getta le basi per il ritorno in serie A: la squadra è ancora affidata a Papadopulo. Salite nel frattempo in serie A Juventus, Napoli e Genoa, il Lecce è una delle grandi favorite per la promozione in massima serie. La partenza dei giallorossi non è brillantissima, tanto che dopo 10 turni i salentini sono solo settimi in classifica. La situazione però migliora con il passare delle giornate, tanto che al termine del girone d’andata i giallorossi occupano la terza posizione in classifica assieme al Pisa, con un solo punto di ritardo sulla coppia capolista formata da ChievoVerona e Bologna. Il girone di ritorno sarà caratterizzato da avvicendamenti continui nelle prime posizioni della graduatoria, con il Lecce che cerca in ogni modo di agganciare il treno che porta alla promozione diretta in serie A. Quando, alla 39° giornata, i pugliesi si impongono per 4-0 in casa dell’AlbinoLeffe, agganciando i seriani al secondo posto ma col favore degli scontri diretti (affermazione per 3-0 in casa all’andata), sembra fatta. Invece, nel turno successivo, arriva il passo falso che risulterà decisivo: i giallorossi vengono sconfitti in casa per 1-2 dal Bari nel derby pugliese. Il Bologna sopravanza la squadra di Papadopulo di un punto e riesce a mantenere il vantaggio sino al termine della stagione regolare, chiudendo al secondo posto. Il Lecce, terzo dopo 42 giornate (per la prima volta nella storia della serie B 83 punti non sono sufficienti alla promozione diretta), affronta i play-off con il vantaggio del fattore campo. I salentini prima eliminano il Pisa in semifinale grazie ad una doppia vittoria (1-0 fuori casa all’andata e 2-1 nel ritorno in casa), quindi hanno la meglio in finale sull’AlbinoLeffe: affermazione esterna per 1-0 all’andata e pareggio per 1-1 nel ritorno in Puglia. Il Lecce torna in serie A. Nel corso della regular-season 2007/08 il Lecce ha stabilito una serie di primati: 11 successi esterni finali che eguagliano il primato storico assoluto di vittorie fuori casa nel campionato di serie A (le altre squadre, oltre il Lecce, capaci di vincere altrettante trasferte nel torneo cadetto sono state il Perugia nell’edizione 2004/05, la Juventus nell’edizione 2006/07, AlbinoLeffe, ChievoVerona e Pisa nel campionato 2007/08). I giallorossi hanno poi stabilito alcuni record relativi solo alla loro storia in serie B: quello del massimo numero di vittorie in singolo torneo (23) e quello del maggior numero di gol realizzati in trasferta (36). Eguagliato il numero di gol totali segnati (70, come nel 1947/48) e di minor numero di sconfitte esterne (3, come nel 1992/93). Una serie impressionante di record che non sarà sufficiente, comunque, a Papadopulo per essere confermato alla guida tecnica: dal Siena, per la serie A, arriva Mario Beretta, uomo delle grandi salvezze.

 

Retrocessione e gli anni con De Canio in panchina

Il nuovo allenatore della stagione 2008/09, Mario Beretta, viene ufficializzato il 23 giugno 2008. Dopo la battuta d’arresto nella prima giornata in casa del Torino, il Lecce colleziona 12 punti nelle successive 10 gare, prima di rimediare quattro sconfitte nelle successive sei gare, che fanno posizionare la squadra giallorossa in zona retrocessione. Nel mercato di gennaio vengono ingaggiati Edinho, Papadopoulos e Papa Waigo. Dopo la sosta natalizia la formazione guidata dal tecnico milanese raccoglie 8 punti in cinque partite (frutto delle due vittorie fuori casa a Firenze e Siena e di due pareggi), prima di incassare quattro sconfitte consecutive, che fanno ripiombare la squadra al penultimo posto. La striscia negativa viene interrotta dal pareggio casalingo contro la Reggina, che però costa la panchina a Mario Beretta, che viene sostituito da Luigi De Canio, l’uomo dei sassi, reduce dall’esperienza in Inghilterra al QPR. Al tecnico di Matera non bastano i sette punti in dieci giornate per salvare il Lecce dalla retrocessione in serie B. Per ripartire il club della famiglia Semeraro decide di sottoscrivere un contratto quadriennale con mister De Canio. Vengono ceduti giocatori come Tiribocchi, Cacia e Castillo ed arrivano in giallorosso Marilungo, Corvia e Defendi, prima dei rinforzi del marcato invernale Di Michele e Loviso. La squadra di mister De Canio avrebbe la possibilità di chiudere il campionato il 14 maggio alla terz’ultima giornata nella gara interna contro il Cesena, che, però alla fine ottiene i tre punti al Via del Mare. Le ultime due partite vedono i giallorossi di scena a Vicenza, dove ottengono un pareggi per 0 – 0, prima di affrontare il Sassuolo in casa. Il 30 maggio, grazie al pareggio contro gli emiliani, decreta la promozione nella massima serie. La stagione sportiva 2009/10 si chiude, per la prima volta nella storia del club, con il primo posto in classifica, che permette ai giallorossi di alzare al cielo la Coppa Ali della Vittoria. Il successivo campionato di Serie A si chiude con una salvezza ottenuta alla penultima giornata (15/05/2011)  nel derby contro il Bari disputato al San Nicola (vinto per 2 – 0). La squadra di mister De Canio riesce a superare in classifica alla quart’ultima posizione la Sampdoria nella 36^ giornata grazie alla vittoria sul Napoli per 2 – 1 con reti di Corvia e Chevanton e al contemporaneo stop dei liguri nel derby della lanterna, deciso da un gol segnato dal Genoa nei minuti di recupero. Al termine della stagione Luigi De Canio rassegna le proprie dimissioni per divergenze di vedute sui programmi futuri. 

 

La famiglia Semeraro decide di mettere in vendita il club

Sempre al termine della stagione, il 23 maggio 2011, Giovanni Semeraro, azionista di maggioranza del club, annuncia la propria volontà di vendere la società e nel frattempo si insedia un nuovo Consiglio d’Amministrazione per autogestire il club. In panchina viene chiamato Eusebio Di Francesco, reduce dall’esperienza nel Pescara e all’esordio in Serie A. Il Lecce colleziona otto punti nelle prime tredici partite, fino alla sconfitta del San Paolo, che costa la panchina al tecnico abruzzese. Viene chiamato Serse Cosmi ed il Lecce riesce a cambiare passo a gennaio, ottenendo tredici risultati utili in quindici partite che proiettano i giallorossi a due solo lunghezze dal quart’ultimo posto. Tutto ciò, però, non permette alla squadra di raggiungere il traguardo della salvezza, sfumato matematicamente nell’ultima gara della stagione contro il Chievo Verona.

 

La trattativa ed il passaggio alla famiglia Tesoro

Nei primi mesi del 2012 Savino e Antonio Tesoro manifestano l’intenzione di rilevare il pacchetto azionario dell’U.S. Lecce. La trattativa va avanti per alcuni mesi, condizionata dallo scandalo sul calcio scommesse, che vede coinvolto il club. Il 25 ottobre Savino Tesoro diventa presidente del sodalizio giallorosso, nella stessa Assemblea Letterio Munafò viene nominato vice presidente e Antonio Tesoro amministratore delegato..Per la stagione sportiva 2012/13 la conduzione tecnica della squadra viene affidata a Franco Lerda. La squadra giallorossa inizia il campionato con cinque vittorie consecutive e mantiene la prima posizione della classifica fino alla 20^ giornata, quando la sconfitta esterna con il San Marino costa la panchina a Lerda. In sostituzione del tecnico piemontese viene chiamato Antonio Toma, che fino a quel momento aveva guidata la formazione Berretti. La stagione regolare si chiude con la sconfitta contro l'Albinoleffe, che sancisce la partecipazione del Lecce ai playoff. La società decide di cambiare la conduzione tecnica e la panchina viene affidata a Elio Gustinetti, che non riesce nell'impresa della promozione, sfumata nella finale dei playoff con il Carpi. La famiglia Tesoro decide di ripartire per la nuova stagione, affidando la conduzione tecnica al leccese Francesco Moriero.