“Ho accettato il trasferimento nel Salento perché Lecce è una grande piazza, con un grande pubblico e la Lega Pro non è certamente il palcoscenico giusto per questa realtà. Il Lecce è una squadra che lotta sempre per vincere il campionato. Negli ultimi due anni non è riuscito ad ottenere la promozione per motivi diversi. Nell’ultimo campionato credo che senza l’handicap iniziale delle cinque sconfitte, il Lecce sarebbe riuscito ad ottenere il salto di categoria. Come caratteristiche sono una prima punta diciamo non  statica, perché mi piace svariare, dando una mano nella manovra per facilitare anche il lavoro dei miei compagni. A livello di modulo di gioco non ho preferenze, perché alla fine quello che determina è l’interpretazione che viene data da chi scende in campo. Ho seguito in televisione la finale di quest’anno contro il Frosinone e l’impressione che ho avuta sulla squadra è di un complesso che gioca al calcio, che ha qualità. Il fatto di confermare nella rosa diversi giocatori che si conoscono già è un qualcosa che può aiutare. Ho avuto ottime referenze sul gruppo che c’è qui a Lecce, me lo hanno descritto come un gruppo unito a affiatata e in questi miei primi giorni ne ho avuto la conferma.”